Leggere Terzani non significa solo intrattenersi con una piacevole lettura, si tratta di un'esperienza più profonda; ci si trova totalmente immersi in un'altra realtà, dove ogni incontro e perplessità vissute dall'autore sembrano avvolgerci in una partecipazione diretta di ogni sua esperienza.
Non c'è un suo suo libro che non abbia divorato con acceso interesse. Ogni volta pare di vivere la missione di leggere le pagine di un diario segreto consegnatomi sottobanco, come fosse un dono esclusivo per pochi eletti. Invece no. Tutto questo mondo sconosciuto che è il continente asiatico, così strettamente legato all'Europa, è a nostra disposizione.
Terzani ci consegna in un unico volume mesi di peregrinazioni che lo portano a tirare le somme sul crollo del Comunismo, un momento cruciale per la società moderna. Per aiutarci a seguire meglio gli spostamenti, una mappa posta nel retro copertina ci viene in aiuto lasciando di stucco il lettore. L'immensità della Siberia è sorprendente, sottovalutata dall'europeo medio. In effetti ci si trova al cospetto di territori inesplorati dal comune cittadino occidentale; si giunge fino ai confini della ex URSS con il Giappone come le isole Curili, isole ancora più a oriente del Kamchatka, propaggine delle coste Russe orientali che si estende nel Nord Pacifico.
Terzani ha l'obiettivo di dirigersi verso Mosca, ma non senza spostarsi di stato in stato, sondando gli animi delle persone, le usanze e le speranze che la fine di una società imposta col pugno di ferro aveva per quasi settant'anni soppresso. Senza esserne consapevole (o forse si) Terzani si rende non solo testimone della Storia ma anche indovino, quasi profetico.
Tira le somme di ciò che emerge chiaramente in tutti i luoghi che visita: il comunismo è crollato e l'Islam trova le porte aperte per diffondersi a macchia d'olio, senza ostacoli. La sua voce è perplessa, sembra quasi scoraggiato dalle troppe guerre di cui ha raccontato in tutti questi anni. Quest'ultima sconfitta, speranza di una società più equa, non lascia più spiragli sul futuro dell'uomo moderno. Ma nonostante tutto emerge una speranza; tutto può cambiare se la volontà parte dal basso e Terzani crede in un prossimo riscatto dell'uomo.
Nel mentre auguriamo anche noi una "Buona notte al Signor Lenin".

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