mercoledì 31 dicembre 2025

Il più grande errore di Einstein - David Bodanis

 Ci sono libri che parlano di scienza e libri che parlano dell’uomo che fa scienza. Il più grande errore di Einstein appartiene alla seconda categoria, ed è per questo che funziona anche per chi della fisica conosce poco o nulla. David Bodanis non scrive un trattato, non si perde in formule, non chiede al lettore competenze tecniche. Fa un’operazione più ambiziosa e più rischiosa: usa un episodio scientifico per raccontare il rapporto tra genio, potere intellettuale e fallibilità umana.

Il titolo è già una dichiarazione di intenti. “Il più grande errore” non è un’espressione sensazionalistica, ma una chiave narrativa. L’errore di Einstein — l’introduzione della costante cosmologica per mantenere un universo statico — non viene presentato come una gaffe, bensì come un passaggio rivelatore. Non svela i limiti della scienza, ma quelli dell’uomo che la pratica. Ed è proprio qui che Bodanis colpisce nel segno. Il primo merito del libro è togliere a Einstein l’aureola senza togliergli la grandezza. È un’operazione che pone una chiara demarcazione tra rispetto e reverenza. Einstein emerge come un genio straordinario, ma anche come un uomo condizionato dal proprio tempo, dalle proprie convinzioni filosofiche e — soprattutto — dal proprio prestigio.

Il suicidio di Israele - Anna Foa

 Questo non è un libro contro Israele. Ed è proprio questo il suo problema, e insieme la sua forza. Anna Foa scrive da dentro la storia ebraica, non da un pulpito ideologico. Scrive come chi conosce il peso delle parole perché conosce il peso della memoria. E infatti non urla: argomenta. Non assolve: interroga. Non accusa: espone.

La storia non fa sconti agli innamorati, nemmeno a quelli in buona fede. Israele viene osservato con lo sguardo di chi sa che i miti nazionali, se non vengono periodicamente demoliti, diventano prigioni. E Foa li smonta uno a uno, senza compiacimento e senza odio. Nasce a questo punto una domanda semplice e spietata: può uno Stato sopravvivere tradendo i valori su cui è nato? La risposta non è gridata, ma il lettore la sente incombere pagina dopo pagina. La forza militare, sembra dirci Foa, non salva una civiltà se questa smette di interrogarsi.

La Svolta - Adrea Giuliodori

Nel XXI secolo, la rivoluzione più diffusa ma meno appariscente è quella della crescita personale: milioni di persone sentono di vivere una vita che non li rappresenta, e cercano strumenti per riprogettare se stessi.

Andrea Giuliodori, autore e fondatore del blog EfficaceMente, si inserisce in questa trasformazione culturale con il suo libro La Svolta. L’opera non promette magie, né propone scorciatoie motivate da slogan. Al contrario, si pone come una guida pratica e strutturata per chi desidera cambiare direzione. La tesi di fondo è semplice: non possiamo limitarci a reagire passivamente alle circostanze, ma dobbiamo assumere la responsabilità del nostro percorso.

domenica 21 settembre 2025

Il Capitalismo della Sorveglianza - Shoshana Zuboff

 

Qual è il prezzo di ignoranza e libertà? Zuboff ce lo spiega in 525 pagine di opera monumentale. Ci sono libri che non si leggono soltanto: si subiscono, come uno schiaffo che ti sveglia dal torpore. Non perché si presenti come una lettura scorrevole — anzi, il linguaggio è spesso tecnico, accademico, impegnativo — ma perché costringe il lettore a guardare in faccia una realtà che da tempo ci scorre sotto gli occhi e che preferiamo ignorare.

Il concetto centrale è semplice nella sua brutalità: le grandi piattaforme tecnologiche hanno inventato una nuova forma di capitalismo, che non si limita a vendere beni o servizi, ma a trasformare in merce la materia prima più intima e inafferrabile: i nostri dati, i nostri comportamenti, la nostra stessa esperienza di vita, trasformando noi utenti nella loro materia prima più preziosa.

domenica 17 agosto 2025

Il Nuovo Impero Arabo - Federico Rampini

 

Federico Rampini ha scritto un libro che, se fosse arrivato sulle scrivanie dei diplomatici di mezzo secolo fa, sarebbe stato accolto come un manuale per decifrare il mondo arabo dopo la decolonizzazione. Ma siccome arriva oggi, in un tempo in cui l’attenzione media degli occidentali è più corta di un titolo di TikTok, rischia di venire liquidato come l’ennesima “geopolitica da scaffale”. Sarebbe un errore. Il nuovo Impero Arabo non è solo un libro: è una lente d’ingrandimento puntata su un mosaico che noi europei, spesso distratti, preferiamo guardare di sfuggita.

Rampini ci dice subito, senza giri di parole, che l’“impero” di cui parla non è una costruzione politica sul modello di Roma o di Londra. È piuttosto una rete di potere, di denaro e di religione che ha nel Golfo Persico il suo cuore pulsante e nelle sue appendici africane e asiatiche i tentacoli. Gli Emirati, l’Arabia Saudita, il Qatar: minuscoli staterelli se guardati sulla carta geografica, ma colossi se guardati al microscopio della finanza, dell’energia e della diplomazia contemporanea.

martedì 12 agosto 2025

Mussolini “Storia di un Italiano” - Giordano Bruno Guerri

La storia di un uomo è sempre anche la storia di una collettività. Quando Giordano Bruno Guerri intitola il suo libro su Mussolini semplicemente Benito, non lo fa per umanizzare un dittatore, ma per collocarlo nel suo habitat naturale: l’Italia, e più precisamente gli italiani. Il sottotitolo, Storia di un italiano, suggerisce una chiave di lettura che va oltre la biografia: Mussolini non è solo il protagonista, ma anche lo specchio in cui un’intera nazione si è osservata, compiaciuta e a volte ingannata. La sua parabola non è un incidente isolato, ma un esperimento di laboratorio su larga scala, in cui un popolo e il suo capo hanno interagito in un ciclo continuo di fascinazione, consenso e cecità.


Guerri non racconta Mussolini come un mostro calato dall’alto nella storia. Lo descrive come il prodotto di una serie di condizioni: geografiche, culturali, psicologiche. Cresciuto nella Romagna di fine Ottocento, in una famiglia povera ma politicamente vivace, il giovane Benito respira fin da subito un’aria di ribellione e ambizione. È un ragazzo che impara presto l’arte di parlare alla pancia della gente, di sedurre con le parole. Ma ciò che lo distingue non è tanto il contenuto, quanto la capacità di adattarsi, di trasformarsi da socialista rivoluzionario a leader nazionalista, da pacifista a interventista, da tribuno a dittatore. Questa flessibilità ideologica – o opportunismo, a seconda di come la si guardi – diventa la sua arma più potente e, alla fine, la sua stessa rovina.