venerdì 11 luglio 2025

Élite e masse - Mosca, Pareto, Michels, Gramsci

 

“Élite e masse” di GOG Edizioni rappresenta un’ottima bussola teorica per orientarsi in un’epoca in cui il potere appare sempre più distribuito tra numerosi centri, ma non necessariamente democratico. Convince per la qualità degli autori scelti e per la compattezza del messaggio: le democrazie moderne rischiano di trasformarsi in poliarchie di élite, capaci più di manipolare che di guidare. Un libro consigliato a chi vuole guardare oltre la retorica del “popolo contro le élite”, e approfondire come le élite cambiano, si rinnovano o si ripropongono nelle crisi del cambiamento.

Si tratta di una breve ma densa antologia di classici del pensiero élitista, che riunisce testi fondamentali di Gaetano Mosca, Vilfredo Pareto, Roberto Michels e Antonio Gramsci. Il filo conduttore? L’intuizione che ogni società, in qualsiasi epoca, è strutturata verticalmente in una minoranza organizzata al potere e una maggioranza disorganizzata che ne accetta la supremazia in cambio di sicurezza, senso d’appartenenza o benefici simbolici.

Ogni società è divisa verticalmente tra élite organizzate che governano e le masse disorganizzate che subiscono tale potere. In questo gli autori evidenziano che la storia è “un cimitero di aristocrazie” e il potere non è tra le masse oppresse o élite, ma tra élite concorrenti.

Il volume invita a riflettere sulla crisi delle democrazie contemporanee, caratterizzate da una “poliarchia di élite” che sfrutta le crisi per consolidare il loro dominio. 

Gaetano Mosca definisce l’assunto delle minoranze organizzate: in ogni società, i governanti (élite) si distinguono in base all’organizzazione rispetto ai governati. Propone una distinzione tra potere materiale (forza, autorità) e intellettuale (consenso), ritenuti complementari e fondamentali per la legittimazione della classe politica e sostiene che la democrazia è una copertura illusoria, poiché il potere resta sempre nelle mani di pochi eletti.

Vilfredo Pareto estende l’idea di élite a tutti gli ambiti sociali e distingue le élite in base a “abilità naturali” e formula la celebre massima: “la storia è un cimitero di élite”, con l’idea della circolazione di élite “leoni” (forza) e “volpi” (astuzia), ritenendo che le élite astute siano più durature.

Roberto Michels introduce la legge ferrea dell’oligarchia: anche le organizzazioni democratiche evolvono verso strutture oligarchiche burocratiche. Elenca quattro prove: necessità organizzativa, leadership burocratica, burocratizzazione progressiva e sete di potere psicologica

La teoria delle élite è in pratica proposta come chiave per interpretare la complessità attuale, dove molteplici centri di potere (politico, economico, mediatico) competono tra loro.

La crisi democratica diventa terreno fertile per élite dominanti “dominanti” più che “dirigenti”, che utilizzano il consenso costruito su ideologie o paure .

Viene citato anche il pensiero critico di Antonio Gramsci come anello di congiunzione per comprendere i meccanismi di consenso e dominio. Sull’interregno afferma: è in quei momenti in cui il vecchio non muore e il nuovo non nasce che emergono i “mostri”, figure con potere ma privi di visione autentica. Di questo offre un percorso concettuale chiaro e coerente per comprendere i meccanismi di circolazione delle élite, i candidati alla leadership e i criteri di legittimazione del potere  .

Ben confezionato come introduzione ai classici dell’élitismo politico, il volume si presenta utile per orientarsi nella crisi di legittimità delle democrazie contemporanee, utile sia per gli studenti sia per chi desidera interpretare criticamente le forme correnti di dominio e consenso. Nel contempo non mira a fornire una lettura esaustiva o aggiornata, ma piuttosto strumenti teorici. Non fornisce risposte concrete, ma bensì cornici interpretative. Fornisce una mappa teorica essenziale sui meccanismi di potere e legittimazione politica.

Il confronto fra Mosca, Pareto e Michels è arricchito da una conclusione contemporanea, che ricontestualizza le loro teorie nell’epoca delle democrazie avanzate.

Un libro consigliato a chi desidera comprendere i meccanismi nascosti del potere, in particolare le dinamiche interne alle élite e i modi con cui si riproducono o vengono contestate e a chi cerca un quadro teorico dei problemi irrisolti delle democrazie, senza la pretesa di offrire soluzioni immediate, ma stimolando la riflessione.

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